lunedì 4 febbraio 2008

Into the Wild

Un viaggio nelle terre selvagge dell’Alaska, un viaggio nelle terre selvagge dentro noi. Un film profondo, toccante. Un film che non scende a compromessi, esattamente come il protagonista, quel Christopher McCandless che nei primissimi anni ’90 decise di affrontare la vita in modo differente. Fuori dalla civiltà, fuori dalle convenzioni, fuori da sogni preconfezionati come carriera, affermazione sociale, denaro, consumismo. Testardo e cocciuto si spingerà sempre più a nord, alla ricerca di una verità interiore, di un luogo non ancora contaminato per poter vivere di poco a contatto con la natura. A contatto con i suoi pensieri, potersi misurare con se stesso per poi rinascere forte e ricco di conoscenza. Poter finalmente ricevere quelle risposte che in 23 anni di vita mai aveva trovato.
Jon Krakauer, colui che attraverso un libro ha raccolto le informazioni del viaggio di Christopher, commenta così: “Uno dei motivi per cui ho deciso di scrivere il libro è che mi sono identificato con Chris e mi sono sforzato di capirlo, anche se non pretendo di esserci riuscito fino in fondo. Chris non era un ragazzo come gli altri. Era molto egocentrico. Era ostinato. Era impetuoso. Ma era anche un puro di cuore. E la cosa straordinaria, di lui, è che non accettava compromessi. Aveva grandi ideali, un forte senso di rettitudine morale. Credeva che la sua missione nella vita fosse quella di abbandonare la via più facile. Molti lo hanno giudicato semplicemente un pazzo incompetente e irresponsabile, perché, si sono chiesti, non si è portato un’accetta e una radio, andando in Alaska? Ma a loro, Chris avrebbe risposto: non sarebbe più stata un’avventura. In un mondo come quello di oggi, dove su una mappa non ci sono più spazi vuoti, Chris ha lasciato a casa tutte le mappe.”