domenica 28 ottobre 2007

Quelle mezz'ore


Era una delle sue cose preferite, ascoltare Hey Jude, e così spesso finiva per chiedermi di poter mettere il Cd nello stereo. Io acconsentivo senza dispiacere, era bello lasciarci trasportare dalle note. A volte il disco girava anche intere mezz'ore per casa. Si diffondeva dalla sua camera sino in cucina. Dalla sua camera sino al balcone. S'espandeva e prendeva significato mentre lei, immobile, se ne stava lì. Stesa sul letto, sdraiata sul fianco a lisciarsi i capelli e le gambe nude raccolte dietro la schiena. Intere mezz'ore. Fissava il muro. Guardava i miei occhi, mi sorrideva. Non parlavamo mai molto.
In seguito cominciammo anche ad andare per negozi e mercatini dell'usato. Iniziammo a collezionare versioni differenti,
alcune riarrangiate, altre cantate da artisti diversi. Una marea di vinili e Cd. Lo stereo non faceva che suonare che la stessa cosa detta in mille modi diversi. Mi chiedeva il permesso, io accendevo lo stereo ed ascoltavamo ogni secondo insieme, mentre lei se ne stava lì con i capelli lunghi e lisci, occhi socchiusi e gambe raccolte. Anche intere mezz'ore. Un giorno di giugno, accadde che sulla versione strumentale della Mutato Musika Orchestra si alzò di scatto a sedere sul letto. Mi guardò dal profondo dei suoi occhi verdi, come avrebbe osservato un fatto incredibile e mi disse "Papà, mi sono un po' stancata" e corse di sotto in cortile a giocare. Rimasi sino alla fine del pezzo nella sua camera ad ascoltare, nella sua camera a guardare accanto lo stereo tutti quei vinili, tutti quei Cd riposti in ordine. Pensai "Non esiste una canzone talmente bella per poter calzare le scarpe di una bambina".

3 commenti:

borguez ha detto...

Well don't you know that its a fool who plays it cool, by making his world a little colder!

qualsiasi cosa fosse, beh, mi è piaciuta!

luCa ha detto...

thanks borguez

Anonimo ha detto...

questo racconto lo ricordavo bene..
è dolcissimo!
fRa